Sei qui: Home Comunicati stampa Un progetto pilota per la prevenzione primaria del cancro, Arezzo 4 agosto 2011

Fare i cittadini
è il modo migliore di esserlo

 

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Un progetto pilota per la prevenzione primaria del cancro attraverso la riduzione dei test diagnostici inappropriati che impiegano radiazioni ionizzanti. Lo studio sarà condotto dall’ASL 8 di Arezzo, in partnership con l’Istituto di Fisiologia Clinica del C.N.R di Pisa, la FIMMG di Arezzo e Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato della Regione Toscana che darà il suo contributo a mettere a punto un “consenso informato” e di produrre e validare strumenti di comunicazione efficace verso i cittadini utenti del servizio sanitario.

Gli accertamenti diagnostici effettuati nel nostro paese sono circa il 30% in più rispetto alla Francia. Non per questo siamo più malati dei francesi. La recente delibera della Regione Toscana n. 361 del 16-05-2011 fa riferimento all’”appropriatezza prescrittiva” “condividendo i percorsi diagnostico-terapeutici”. Entrambi i temi hanno caratterizzato, negli ultimi anni, il nostro impegno civico e la nostra capacità di proposta. L’appropriatezza non deve limitarsi ad una mera riduzione numerica degli esami. Essa deve coniugarsi con la consapevolezza dei medici e dei cittadini che, al pari dei farmaci, anche l’assorbimento di radiazioni, ha effetti secondari, sia pure nel lungo periodo. Leucemie e tumori solidi sono classificati tra le neoplasie radio indotte a causa di ripetute esposizioni a radiazioni ionizzanti. Ma quante persone sono informate di tali effetti secondari? Molto meno di coloro che conoscono gli effetti secondari dei farmaci. Il decreto Leg.vo n.187 del 26-5-2000, in attuazione della direttiva 97/43/EURATOM in materia di protezione sanitaria delle persone contro i pericoli delle radiazioni ionizzanti, introduce i principi di giustificazione e di ottimizzazione. E’ vietata l’esposizione non giustificata e devono essere valutati i vantaggi rispetto ai danni causati dalle radiazioni. Il ricorso ad esami alternativi è previsto dalle linee guida europee sulla diagnostica per immagini dove è indicato che, per un'informazione diagnostica comparabile, la scelta debba cadere sempre su tecniche non-ionizzanti come gli ultrasuoni e la risonanza magnetica. L’appropriatezza funziona se è conseguente ai percorsi diagnostici e terapeutici per patologia (ne abbiamo proposto diversi) che sono ancora tutti da disegnare. E quando si deciderà di farlo, ascoltando anche le proposte dei cittadini (è questo e non altro il senso effettivo della partecipazione civica) sarà, anche quì, tardi.

 

Domenico Gioffrè, responsabile del Tribunale per i diritti del malato della Regione Toscana