4 marzo: Giornata Internazionale contro il Papillomavirus

Dopo due anni di pandemia COVID-19, nel momento in cui, quando si parla di vaccinazioni, il pensiero si volge verso all’immunizzazione contro il SARS-COV2, ma non dobbiamo dimenticare come lo stato emergenziale abbia portato a trascurare le tematiche della prevenzione, degli screening e delle vaccinazioni non-COVID.
Sono in parte caduti nel vuoto gli appelli lanciati anche dall’OMS che più volte ha sottolineato come le vaccinazioni siano una componente fondamentale dei servizi sanitari e che una loro interruzione, anche se per un breve periodo, espone la popolazione a un rischio maggiore di epidemie di malattie prevenibili, rende maggiormente vulnerabili alcune categorie di persone, causando di conseguenza un aumento delle spese sanitarie.

I vaccini, anche e soprattutto in questo periodo storico, diventano strumento essenziale di salute pubblica e – secondo l’OMS – è appunto fondamentale mantenere gli appuntamenti vaccinali, soprattutto per le vaccinazioni di routine.

Sulla scia di questi messaggi Cittadinanzattiva si sta spendendo da tempo a livello locale, nazionale ed europeo.

I dati sulla copertura vaccinale riportati dall’ultimo Rapporto sul Coordinamento della Finanza Pubblica e ripresi da Cittadinanzattiva nell’Osservatorio civico sul federalismo in sanità 2019 evidenziano il permanere di criticità importanti sul versante dei vaccini obbligatori in Italia: la copertura del 95% per esavalente, per esempio, non è raggiunta in tutte le regioni del nostro Paese, per non parlare dei livelli di copertura di morbillo, parotite e rosolia, insoddisfacenti ovunque. Inoltre, in merito alla copertura per il vaccino antinfluenzale nella stagione 2019-2020, i dati mostrano ancora una sostanziale insufficienza, con tutte le regioni che registrano livelli di copertura inferiori al 75%. 

Eterogenea, infine, è la situazione in termini di adesione territoriale per quel che riguarda il vaccino HPV, fondamentale per il controllo dei tumori HPV correlati. A fronte di questo scenario, la pandemia non ha fatto che acuire inefficienze pregresse.

Giovedì 4 marzo sarà celebrata la Giornata Internazionale contro l’HPV, il Virus del Papilloma umano.

L’obiettivo è quello di ricordare che la vaccinazione anti HPV è l’arma più efficace di prevenzione primaria contro il cancro del collo dell’utero, la cui causa è esclusivamente di natura infettiva. Inoltre, la vaccinazione previene le infezioni a trasmissione sessuale che sono causa di condilomi genitali.

Il Papilloma virus (Human papilloma virus):
– è il secondo agente patogeno responsabile di cancro nel mondo;
– si trasmette sessualmente;
– colpisce la popolazione maschile e femminile;
– può essere causa di patologie benigne: condilomi genitali, verruche cutanee, ecc.
– può essere causa di patologie maligne: carcinoma della cervice uterina, della vagina, della vulva, del’ano, del pene, della cavità orale, faringe e laringe.

Ogni anno in Italia, l’HPV causa, in maschi e femmine, oltre 6.000 casi di questi tipi di cancro.

La Regione Toscana è tra quelle in cui la vaccinazione anti HPV ha preso maggiormente piede, anche se i dati non possono essere ancora considerati del tutto soddisfacenti, rispetto alla soglia ottimale. Dai dati 2020 del Ministero della Salute si osserva che la copertura vaccinale media per HPV nelle ragazze è al di sotto della soglia ottimale prevista dal Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale (95% nel dodicesimo anno di vita). Anche a livello regionale, nessuna Regione/PP.AA. raggiunge il 95% in nessuna delle coorti prese in esame. Le coperture relative al 2020 per il ciclo completo per le ragazze raggiungono un valore massimo dell’81,89% per la coorte 2004 (regione Umbria), dell’82,69% per la coorte 2005 (Regione Umbria), dell’81,03% per la coorte 2006 (Regione Emilia Romagna), del 76,62% per la coorte 2007 (Regione Emilia Romagna) e del 61,71% per la coorte 2008 (P.A. di Trento). Per la Toscana il valore massimo è 81,74% per la coorte 2001.

Per approfondire il tema potete cliccare sul link Antipapillomavirus – HPV – Regione Toscana dove sono tra l’altro fornite indicazioni pratiche relative al calendario vaccinale.

La vaccinazione contro il Papillomavirus rappresenta una strategia di prevenzione del carcinoma della cervice uterina, da affiancare ai programmi di screening (Pap-test) ed anche per la prevenzione dei tumori ano genitali e orofaringei. Effettuare la vaccinazione prima dell’inizio dei rapporti sessuali è particolarmente vantaggioso perché induce una protezione elevata prima di un eventuale contagio con il virus (vaccinarsi dopo non costituisce un problema). Importante sottolineare che la vaccinazione non è sostitutiva di un regolare screening del cancro della cervice uterina (con Pap test o HPV-DNA) e che anche se si è stati vaccinati è necessario continuare ad usare le precauzioni appropriate contro le malattie a trasmissione sessuale.

 

 

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