I beni comuni nello Statuto regionale

Prima in Italia, la Regione Toscana ha inserito nel proprio Statuto una modifica, voluta da un insieme di forze politiche, che introduce il concetto della tutela dei Beni Comuni.

Un atto di grande significato prevedere la tutela di risorse che soddisfano i bisogni della comunità e che esaltano il senso di solidarietà e di partecipazione attiva dei cittadini alla realizzazione dell’interesse generale.

L’impianto di fondo della proposta di legge statutaria mette in luce, come si legge nel testo, la funzione dei beni comuni in quanto “risorsa per le esigenze e per i bisogni della comunità e l’attività di cura degli stessi da parte dei cittadini, applicando a pieno il principio di sussidiarietà orizzontale e di cittadinanza attiva, contribuisce al perseguimento dell’interesse generale, al miglioramento della vita e della collettività, all’accrescimento della coesione sociale nonché al rafforzamento del legame fra i cittadini medesimi e l’amministrazione”. Se questa è la funzione dichiarata, ecco la modifica, che si inserisce  come lettera m bis al comma 1 del’art.4dello Statuto fra le finalità principali “la tutela e la valorizzazione dei beni comuni, intesi quali beni materiali, immateriali e digitali, che esprimono utilità funzionali all’esercizio dei diritti fondamentali della persona, al benessere individuale e collettivo, alla coesione sociale e alla vita delle generazioni future e la promozione di forme diffuse di partecipazione nella gestione condivisa e nella fruizione dei medesimi”.

Per approfondire, leggi l’articolo di  STAMP Toscana .

 

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