Comunicazione medico-paziente: un punto di partenza

Le difficoltà di comunicazione nel mondo della sanità sono uno dei principali problemi che si registrano quotidianamente nei percorsi di cura. Il rapporto tra medico e paziente è quasi sempre asimmetrico, per una più o meno inconscia sudditanza tra la persona malata e il medico. Molta attenzione è stata data negli anni al miglioramento dei percorsi formativi dei medici sui temi della comunicazione, ma i risultati ottenuti non sono ancora complessivamente soddisfacenti. Questo ci ha spinto a co-creare questo laboratorio progettuale, secondo le modalità di un approccio comunicativo ampiamente validato a livello internazionale, le cui potenzialità in campo sanitario sono ancora molto da esplorare, anche se non mancano esperienze importanti in Germania, in Danimarca e negli Stati Uniti.

Mondi possibili: il titolo di un laboratorio in tre giornate sulla comunicazione tra medico e paziente.

Alla base di questo progetto c’è l’ascolto reciproco tra le diverse parti. Un ascolto non proprio immediato da praticare, data la complessità del quadro sistemico medico-paziente. Tuttavia con l’impiego degli strumenti giusti e di un lavoro di facilitazione organizzativa, questo dialogo diventa possibile.

Lo strumento impiegato è la Teoria U del MIT (Massachusetts Institute of Technology), ideata da Otto Scharmer del Presencing Institute, e il Social Presencing Theatre di Arawana Hayashi. Si tratta di un insieme di teorie e pratiche, risultato di 20 anni di ricerca-azione, per il risveglio della consapevolezza dell’essere umano. Ne abbiamo parlato in precedenti articoli .

Grazie all’impiego di pratiche specifiche, che abbiamo sperimentato insieme nelle 3 sessioni previste, è stato possibile aprirsi a un dialogo vero, capace di creare nuove consapevolezze, che potranno essere le basi per lo sviluppo di futuri scenari. Così, nel pieno rispetto della Teoria U, si procede all’ascolto di noi stessi, dell’altro e dell’ambiente, per delineare e mettere a fuoco cosa è necessario lasciar andare e cosa invece vogliamo raggiungere per il bene del sistema. Non è possibile delineare il futuro a prescindere: esso può solo emergere. Grazie all’ascolto e al dialogo tra le parti.

La partecipazione dei medici di famiglia di una AFT (aggregazione funzionale territoriale) fiorentina, coordinata dal Dott. Sergio Baglioni, che si è dimostrato interessato a sperimentare nuovi paradigmi di comunicazione bidirezionale tra medico e paziente, in un dialogo con i cittadini, pazienti e non solo, vogliosi di esplorare e migliorare la comunicazione, punto centrale nel migliorare i risultati dei percorsi di cura. Un aspetto peculiare del problema è la comunicazione tra medico e medico, così come tra i medici e l’istituzione sanitaria.

Un grazie particolare va a Marina SeghettiAlessandra Pistillo , che hanno messo la loro professionalità e la grande sensibilità al tema dell’alleanza di cura, nel gestire i percorsi del laboratorio e nello stimolare le capacità di ascolto, di comunicazione e di interazione dei partecipanti.

Dal laboratorio è emerso come tra la professionalità dei medici di famiglia e le richieste dei pazienti vi sia un bisogno  enorme di condivisione di intenti e la necessità di un’alleanza, in uno spazio generativo e produttivo, con al centro l’essere umano e l’essere umani, che consenta ancora una volta di affermare insieme, che la Sanità siamo noi.

 

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