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Lettera sui servizi di salute mentale della Valle del Serchio

La coordinatrice dell’Assemblea Territoriale di Lucca e Valle del Serchio scrive al  Direttore generale dell’Azienda USL Toscana Nord Ovest, e per conoscenza al Presidente della Giunta Regionale Toscana e all’Assessore al Diritto alla Salute, una lettera aperta riguardante l’Unità Funzionale Salute Mentale Adulti della Valle del Serchio, con una richiesta di intervento urgente per fronteggiare l’aggravamento della drammatica carenza di Personale. 

Se si fossero nutriti dubbi sull’importanza vitale di un servizio sanitario pubblico  adeguato – sotto i profili della prevenzione, della cura e della riabilitazione – la terribile pandemia, da cui non siamo ancora usciti, ha fornito inequivocabili risposte in tal senso.

Il contesto pandemico ha evidenziato anche il rilievo dei servizi di Salute mentale sui territori, per prevenire e fronteggiare, sia a livello individuale che sociale, fra gli altri, i diffusi scompensi  depressivi, che il Covid-19 ha acuito ed esteso.

Lodevoli propositi per il potenziamento e la riqualificazione dei servizi per la salute sono stati spesi senza risparmio, da parte dei rappresentanti istituzionali  nazionali e regionali; e noi non possiamo che apprezzare positivamente, nell’attesa che dalle parole si passi ai fatti.

Ma ci permettiamo di aggiungere che, mentre si perseguono gli auspicati miglioramenti nel servizio sanitario pubblico,  non è meno indispensabile mantenere i servizi, là dove hanno funzionato e funzionano.

È il caso dell’Unità Funzionale Salute Mentale Adulti della Valle del Serchio, che Annunziata Biagi, Ivo Prati – rispettivamente, Coordinatrice e Vicecoordinatore del Tribunale per i diritti del Malato locale – e la sottoscritta sono tornati a visitare il 17 c.m..

Abbiamo parlato di un Servizio funzionante – con il quale Cittadinanzattiva toscana ha intrattenuto nel tempo significativi rapporti di collaborazione, sotto i profili del recupero della socialità, per le persone con problemi di natura psichiatirca e della formazione professionale (scuola Schesis) – ma, dobbiamo aggiungere che, in questi ultimi tempi, tale funzionamento ottimale è stato preservato, grazie all’umanità, alla professionalità e allo spirito di abnegazione degli operatori.

Tuttavia, attualmente – a causa del Personale che è andato o sta per andare in pensione, è stato trasferito o, comunque è venuto a mancare, e nonostante le accorate richieste del Responsabile dell’U.F.S.M.A. della Valle del Serchio, il Servizio accusa un crescendo di difficoltà organizzative, operative ed individuali  che rischiano  di compromettere il lavoro compiuto ed i risultati che ha prodotto.

In Valle del Serchio, nel giro di pochi anni, il Personale si è così ridotto:

  • psichiatri, da 11 a 7, con la prospettiva  ravvicinata della diminuzione di altre due unità, per una maternità già in atto ed un prossimo pensionamento;
  • psicologi, da 4 a 2;
  • educatori professionali, da 6 a 4;
  • coordinamento infermieristico: l’ex coordinatrice attende da anni di essere rimpiazzata.

E tutto ciò, mentre in Valle del Serchio (un territorio vasto, dispersivo ed impervio)  l’U.F.S.M.A. ha in carico circa 2.000 cittadini/utenti, nei confronti di ciascuno dei quali sono portati avanti Progetti Terapeutici Integrati (PTI).

Non occorre aggiungere altro per dimostrare che – ove non si doti urgentemente l’U.F.S.M.A. della Valle del Serchio dei rimpiazzi tante volte sollecitati- non sarà possibile salvaguardare prestazioni e servizi, come i seguenti:

  • l’accessibilità extra-ospedaliera 24 ore su 24, attraverso un Centro di Salute Mentale operativo nell’arco delle 24 ore, con cui si sono scongiurati molti trattamenti sanitari obbligatori (TSO);
  • un Centro Crisi extra-ospedaliero, realizzato presso la struttura residenziale psichiatrica Nausicaa di Fornaci di Barga, con inserimenti brevi, mirati a prevenire la cronicizzazione e l’istituzionalizzazione;
  • un Centro Diurno ed attività riabilitative, basate sull’apprendimento, invece che sulla stanzialità;
  • percorsi riabilitativi ad orientamento cognitivista, presso la residenza psichiatrica “Oltre Isola”, indirizzati a soggetti con disturbi di personalità e doppia diagnosi.
  • percorsi d’inclusione abitativa integrati, per soggetti parzialmente autonomi;
  • mantenimento di una rete di residenze (sette), in collaborazione con associazioni del territorio, ispirate ai principi dell’abitare supportato;
  • un Centro di Terapia, Consultazione e Mediazione sistemico relazionale per famiglie e coppie, che costituisce pressoché un unicum in ambito nazionale;
  • l’azzeramento (rarissima e pregevole eccezione) delle liste d’attesa, nonostante il rapporto percentuale utenti/popolazione (ed anche utenti/medici) sia fra i più alti, nella nostra regione;
  • percorsi sperimentali d’integrazione ospedale-territorio, in collaborazione con il Reparto di Riabilitazione Funzionale dell’Ospedale di Barga;
  • collaborazione con associazioni presenti nel territorio per l’inserimento lavorativo e lo sviluppo di percorsi psicoterapeutici di gruppo.
  • autovalutazione delle prestazioni, non solo sotto il profilo delle attività svolte, ma anche dei risultati conseguiti;
  • presenza attiva nelle ore diurne (feriali e prefestive) dalle ore 8 alle 20.

Volendo continuare a credere nelle Istituzioni e nei Servizi pubblici,  confidiamo che anche alla presente istanza siano date positive e sollecite risposte.

In attesa di riscontro,  porgiamo distinti saluti.

 

Assemblea territoriale di Lucca e Valle del Serchio di Cittadinanzattiva Toscana APS

La coordinatrice

Rossana Giusfredi

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