Riflessioni sulle morti di Saronno e risk management

Le morti sospette in corsia all’ospedale di Saronno stimolano una riflessione sui sistemi di viglianza del SSN, che dovrebbero controllare e tutelare l’integrità psicofisica di medici e infermieri e garantire la qualità dell’assistenza.

Maria Adele Schirru, vicepresidente nazionale dell’Ipasvi, in un’intervista a QuotidianoSanità , sostiene che siano le direzioni ospedaliere e – ove costituite – le unità di risk management a doversi fare carico dei controlli di sicurezza, anche mediante audit clinici, per mettere in luce le criticità e risolverle anche mediante interventi diretti degli operatori.

Chi scrive, in qualità di Coordinatore regionale per la Toscana della rete Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva, rileva come molto spesso nelle aziende sanitarie e ospedaliere i monitoraggi dello stress lavoro-correlato non si siano tradotti in interventi concreti sui professionisti in difficoltà. E questo non è accettabile perché i rischi potenziali possono avere ricadute su coloro che sono l’anello debole della catena, cioè i pazienti.

Se le procedure esistono, il collegio Ipasvi di Firenze evidenzia come sia necessario lavorare per implementare una cultura della sicurezza per rendere operativi meccanismi di controllo che coinvolgano aziende e professionisti.

Il sistema di vigilanza dovrebbe essere attivo già dagli anni della formazione universitaria. ‘A oggi per diventare infermieri – afferma Maria Flora Succu, consigliere dell’Ipasvi di Firenze – non esiste un filtro a monte per delineare il quadro psicologico e psichiatrico degli stessi professionisti sanitari. Sarebbe altresì importante valutare ciclicamente il quadro psicologico di una persona. Talvolta la quantità di energia richiesta per svolgere una attività lavorativa è superiore alla disponibilità di un professionista.’

Turni massacranti, mobilità, depauperamento degli organici, accorpamenti di strutture, contribuiscono a spingere lo stress da lavoro oltre i limiti di soglia. Occorre trovare elementi di integrazione e di lavoro in team, per promuovere il recupero della comprensione e dell’immagine dei cittadini nei confronti del sistema sanitario. Le aziende devono assolvere ai loro compiti di vigilanza e i professionisti tutti dovrebbero segnalare sempre e senza paura ogni elemento di criticità.

Episodi come quello di Saronno minano la fiducia tra cittadino e operatori del sistema sanitario, e devono essere un monito a esercitare ogni possibile forma di controllo e di prevenzione.

 

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