Sicurezza delle cure e responsabilità professionale

Si è svolto ad Arezzo il 25 febbraio 2017 un convegno nazionale dal titolo “Integrazione e continuità assistenziale alla luce della nuova legge sulla sicurezza delle cure e la responsabilità professionale”. L’evento, aperto al pubblico e patrocinato da CittadinanzAttiva, è nato per iniziativa di ASL Toscana Sud-Est, diretta da Enrico Desideri, e della senatrice Donella Mattesini, membro della Commissione Sanità. Scopo del convegno, il dibattito sul disegno di legge Gelli-Bianco la cui approvazione è prevista a breve.

Nuova legge sulla sicurezza delle cure e la responsabilità professionaleTemi importanti quindi, come il rapporti medico paziente e l’alleanza terapeutica, la medicina difensiva e i risarcimenti del danno, la formazione del personale sanitario, i team multidisciplinari di presa in carico, la centralità del punto di vista del cittadino e della persona nel percorso di cura.

Denso di interventi il programma della giornata. Tra i numerosi relatori, oltre allo stesso Direttore Generale Desideri e alla senatrice Mattesini, anche il Prof. Pasquale Giuseppe Macrì, medico legale e direttore dell’area Responsabilità Professionale, e lo stesso Federico Gelli, deputato toscano del PD e relatore della legge sulla responsabilità professionale del personale sanitario.

Per CittadinanzAttiva sono intervenuti Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i Diritti del Malato, e Nicola Favati, vicesegretario regionale di Cittadinanzattiva Toscana.

L’alleanza tra medico e paziente è un tema centrale con il quale si confronta quotidianamente CittadinanzAttiva, a cui le persone si rivolgono proprio per lamentare un’alleanza tradita.

Tonino Aceti ha illustrato “le luci e le ombre” di questo disegno di legge, sottolineando come CittadinanzAttiva, dopo essersi battuta affinchè in parlamento venissero modificati ed integrati alcuni aspetti della legge, si porrà da oggi l’obiettivo di vigilare sulla sua attuazione, affinchè siano garantiti gli aspetti positivi per i cittadini (trasparenza, sicurezza delle cure,  fondi di garanzia) e siano monitorati ed eventualmente modificati quelli che invece li penalizzano, come ad esempio la questione del carico della prova, o l’utilizzo di indennizzo anzichè risarcimento. La vera priorità rimane in ogni caso, ha sottolineato Aceti, quella di saper prevenire e gestire il rischio clinico.

Arezzo: sicurezza delle cure e responsabilità professionaleNicola Favati, vicesegretario di CittadinanzAttiva Toscana e coordinatore dell’assemblea di Pisa, ha centrato il suo intervento sui bisogni del cittadino/malato ed in particolare sulla centralità dell’ascolto, ingrediente indispensabile nell’alleanza terapeutica tra medico e paziente, ma anche obiettivo auspicabile dell’organizzazione sanitaria e nella gestione del rischio clinico. L’ascolto in campo sanitario dovrebbe essere formalizzato come un diritto vero e proprio del cittadino, non solo come buona prassi, o il sistema sanitario tende a diventare autoreferenziale.

Altro punto importante per la gestione dell’errore medico, secondo Favati, è trasformare il buon modello organizzativo toscano, molto valido sulla carta, in una realtà davvero funzionante. Gli strumenti ci sono tutti, dai report degli URP, alle commissioni miste conciliative, alla gestione diretta dei sinistri da parte delle aziende. Strumenti che tuttavia non vengono utilizzati secondo le potenzialità che avrebbero, perchè al modello teorico non seguono le prassi operative: “non è questo il modello di autoassicurazione che la Toscana voleva; ancora molto bisogna fare perché il buon modello toscano non rimanga un’astrazione ma diventi vita quotidiana, e CittadinanzAttiva non si sottrarrà dal mettersi a disposizione.”

Prerequisito di ogni comunicazione è l’ascolto. Come si può parlare di alleanza medico-paziente se non c’è ascolto?

2 pensieri riguardo “Sicurezza delle cure e responsabilità professionale

  • 28 febbraio 2017 in 19:38
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    Il testo della legge Gelli è stato definitivamente approvato senza modifiche dalla Camera.

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  • 28 febbraio 2017 in 16:40
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    Ascolto: non basta ascoltare, bisogna sapere ascoltare. Ascoltare e comunicare, in senso bidirezionale. La comunicazione, come già emerso dalla Carta di Firenze del 2005, e l’informazione devono essere riconosciuti come tempo di cura. E questo purtroppo non sempre è possibile, dati i carichi di lavoro imposti dal sistema sanitario, e dalla frammentazione dei percorsi di cura e dei professionisti che, non sempre ben coordinati, si alternano a prendersi cura della salute dei cittadini.
    Su tutto questo dovremo lavorare insieme.
    Link alla Carta di Firenze: http://www.acp.it/wp-content/uploads/Quaderni-acp-2005_125_185.pdf

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