Fibromialgia: un problema non ancora risolto

Un nuovo percorso assistenziale regionale è stato adottato in Toscana per la presa in carico delle persone affette da sindrome fibromialgica.

La sindrome fibromialgica è una entità nosologica complessa e ancora controversa caratterizzata da dolore muscolo-scheletrico cronico diffuso, spesso associato a sintomi extra-scheletrici, la cui diagnosi è esclusivamente clinica (forme “primarie”), che colpisce principalmente il sesso femminile, soprattutto nell’età lavorativa.

La fibromialgia è ritenuta oggi una piaga sociale che incide significativamente sulla qualità di vita e sulla capacità lavorativa.

Il Consiglio Sanitario Regionale già negli ultimi dieci anni si era  occupato della tematica, proponendo un percorso assistenziale per poter indirizzare i medici verso un corretto approccio nei riguardi della diagnosi e della terapia della malattia.

Per rispondere ad una recente richiesta di parere relativamente al percorso che i pazienti affetti da fibromialgia dovrebbero fare all’interno del Sistema Sanitario Regionale in Toscana, affinché sia loro assicurata una diagnosi ed una terapia appropriata, l’Organismo Toscano per il Governo Clinico ha ritenuto opportuno costituire un gruppo di lavoro composto da esperti in diverse specialità che potesse provvedere alla stesura di un percorso assistenziale da applicare nella vita reale a partire dal primo livello rappresentato dal Medico di Medicina Generale fino al secondo livello rappresentato dallo Specialista. Il gruppo di lavoro ha quindi proposto un percorso che si basa essenzialmente sull’organizzazione attuale nel territorio. I principi fondamentali sono stati pertanto l’agilità e l’applicabilità in pratica di un percorso nel quale fosse possibile definire i livelli di competenza di ogni singolo attore. Pertanto è stato definito il ruolo di ogni singolo specialista nonché del medico di medicina generale con la costituzione di un team multidisciplinare inserito nella pratica quotidiana.

Per l’approccio multidisciplinare alla sindrome fibromialgica è auspicabile che vengano organizzati degli specifici corsi di formazione e aggiornamento rivolti ai diversi attori del percorso assistenziale. Ovviamente tale algoritmo necessita di alcune risorse umane di base affinché esso possa essere messo in pratica nella realtà, anche in sinergia con le diverse associazioni di pazienti esistenti sul territorio.

Riteniamo fondamentale ottenere un database clinico, almeno a livello regionale, che ci chiarisca gli aspetti qualitativi e quantitativi di una patologia che ancora sfugge in molti casi anche a una definizione diagnostica.

Per approfondire sull’attività fisica adattata (AFA) nella fibromialgia clicca il  link a articolo di Toscana Medica.

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