L’assistenza domiciliare come risorsa

Al seminario organizzato a Firenze il 27 novembre da Cittadinanzattiva Toscana, nell’ambito del progetto Dialogo,  insieme a diverse associazioni (LILT, ANT, ATT, AIL, Pallium, FILE, AISLA, AVO), durante il quale sono intervenuti rappresentanti della Regione Toscana, dell’Azienda USL Toscana Centro, della SDS di Firenze, delle ACOT, dell’OMCEO di Firenze, dell’OPI di Firenze-Pistoia e la vicecoordinatrice nazionale della rete Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva, sono stati illustrati e discussi diversi aspetti dell’assistenza domiciliare, con un allargamento dell’osservazione a tutti i servizi territoriali, giungendo fino alle cure palliative e agli hospice, mettendo a fuoco quanto esiste nel territorio fiorentino, sia a cura del servizio sanitario che del mondo dell’associazionismo.

Vi è una parziale complementarietà tra quanto erogato dal servizio pubblico (Azienda Sanitaria / Società della salute) e le Associazioni di volontariato, sia per la componente sanitaria e assistenziale che per la componente dei servizi a carattere sociale,  laddove vi sono differenze tra le modalità di interazione: talune associazioni forniscono personale sanitario all’ASL, altre gestiscono in proprio i servizi domiciliari. In altre parti della regione esistono inoltre situazioni in cui alcuni servizi vengono appaltati a altri soggetti giuridici.

E’ cosa ormai consolidata la consapevolezza che l’assistenza ospedaliera debba rappresentare solo una fase transitoria, ancorchè in molti casi richiedente ripetuti accessi, nei percorsi diagnostici, terapeutici, riabilitativi, di una popolazione sempre più anziana, sempre più affetta da multipatologia, e che le diverse modalità di assistenza sul territorio rivestano una grande rilevanza, in un contesto però che presenta diverse modalità di  accesso e nell’operatività. I servizi offerti sui territori sono spesso presenti a macchia di leopardo: ciò determina un generale disorientamento per il cittadino-utente, spesso senso di insicurezza nella persona malata e difficoltà di gestione per le famiglie e i caregivers.

L’assistenza domiciliare e i servizi di assistenza extraospedaliera sono stati oggetto nel 2017, da parte dell’Agenzia Civica di Valutazione di Cittadinanzattiva, di un monitoraggio a livello nazionale, tra i principali ambiti di indagine del quale erano  l’informazione, l’offerta distrettuale nei settori della salute mentale e delle dipendenze, i consultori, le cure pediatriche,  le malattie croniche e neurodegenerative: attraverso i questionari sottoposti agli utenti del servizio domiciliare e alle loro famiglie nel territorio fiorentino, è emerso un quadro di complessivo gradimento del servizio stesso, con alcune carenze relative rispetto a informazione e comunicazione, e la necessità avvertita dai pazienti e dai loro caregivers di avere una maggiore presenza del medico di famiglia all’interno dei loro percorsi di cura. Il potenziamento dei servizi, una loro maggiore uniformità sui territori, una ottimizzazione del rapporto tra bisogno e offerta di servizi, con un maggiore investimento di risorse sono i punti auspicati come prioritari a conclusione della sopracitata indagine. Un miglioramento dei servizi sanitari territoriali potrà derivare anche dalla nuova figura professionale dell’infermiere di famiglia e di comunità, recentemente riconosciuta dalla Regione Toscana.

In questo contesto, assume un ruolo di grande rilevanza, assistenziale e sociale, l’attività delle associazioni, che integrano e spesso surrogano l’offerta di servizi dell’istituzione sanitaria sul territorio e al domicilio dei pazienti, con ampio ricorso al volontariato, ma dovendo sempre garantire professionalità e efficienza nei servizi erogati. Si rileva che numerose richieste di aiuto a domicilio  da parte dei cittadini arrivano direttamente alle associazioni senza nemmeno passare dal servizio sanitario o sociale preposto.

Alcune criticità o difficoltà incontrate dalle associazioni sono determinate da un rapporto di collaborazione complesso con il medico di famiglia, a cui si deve ricorrere anche per ogni tipo di richiesta di prestazioni diagnostiche, di prescrizione di farmaci e di presidi sul ricettario regionale. Inoltre, di non trascurabile rilevanza è l’accreditamento di qualità di tutti gli organismi non strutturati nel sistema sanitario regionale, che sono coinvolti nell’assistenza sul territorio, così come il riconoscimento giuridico della figura del caregiver familiare.

Le associazioni che condividono e sottoscrivono questo documento insieme a Cittadinanzattiva lo sottoporranno all’attenzione degli Ordini professionali, ai medici di medicina generale e alle Agenzie di continuità ospedale-territorio, ai Comitati di partecipazione della Società della salute di Firenze, per trovare ulteriori punti di condivisione e miglioramento – in termini di riconoscimento dei bisogni e di efficienza e qualità dei servizi, quindi di presa in carico, per poi potersi confrontare con l’Azienda USL Toscana centro, quindi con la Regione Toscana, suggerendo altresì un modello di lavoro partecipato che potrebbe essere esteso anche ad altre zone distretto della nostra regione.

Tutti insieme potremo operare per promuovere tra i cittadini il concetto che, se curarsi in ospedale è necessario e indispensabile in alcuni periodi temporali definiti, tuttavia il potere accedere alle cure partendo dal proprio domicilio o anche senza allontanarsi da esso è cosa auspicabile, che i servizi, i professionisti e gli operatori tutti preposti a ciò esistono (anche se con diverse carenze quantitative), e che i risultati, in termini di efficacia e di appropriatezza delle cure, sono indiscutibilmente dimostrati.

Il riconoscimento e la segnalazione dei bisogni, e il monitoraggio delle risposte del sistema sanitario nel fare fronte a questi, sono compito primario dei cittadini e delle associazioni (di patologia e di tutela) che li rappresentano.

La stessa Regione Toscana, nella stesura del nuovo Piano Socio-Sanitario integrato, sottolinea come nel trattamento della cronicità siano rilevanti il benessere autopercepito, la qualità della vita e l’impatto sulla quotidianità dei pazienti e dei loro familiari, e che sulla base di questi principi e con l’attuazione di nuovi modelli organizzativi, dell’integrazione multiprofessionale nei territori, delle nuove tecnologie e  dei Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali e Sociali, attraverso anche l’erogazione di piani di intervento personalizzati, si intende stabilire un sostanziale Patto di cura tra la persona e il team di assistenza.

Un secondo seminario su questi temi, incentrato sulla Zona distretto Fiorentina sud est, si terrà il 2 febbraio 2019 a Figline Valdarno (orario 9-13, presso Centro sociale Il Giardino, via Roma).

 

 

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