Verso il nuovo piano liste di attesa

Si è svolto nei giorni scorsi un incontro tra il gruppo di lavoro del Consiglio dei cittadini per la salute e i referenti incaricati della stesura del Piano regionale governo liste attesa (PRGLA).

L’incontro è stato molto proficuo e ha consentito una verifica comune di gran parte delle criticità riscontrate ed ancora emergenti. Pur a  fronte di ripetuti impegni e atti deliberativi che, periodicamente e anche recentemente, sono stati assunti dalla Regione Toscana per aggredire questo problema, esso risulta ancora non adeguatamente risolto e tra i piu’ sentiti dei cittadini toscani.

L’occasione dell’impegno da parte della Regione Toscana di predisporre e deliberare, entro i previsti 60 giorni, un nuovo piano regionale di governo delle liste di attesa in ottemperanza a quanto previsto dal Piano Nazionale ci ha sollecitato ad entrare direttamente nel merito di alcuni punti e indicazioni  fondamentali contenuti nel suddetto piano e di confrontarle con quanto già previsto a livello regionale. Dalla lettura del piano nazionale si evince una consonanza sostanziale con quanto previsto e sperimentato a livello regionale. Il problema principale che sostanzialmente emerge è la non piena attuazione da quanto predisposto e le difficoltà che ancora oggi si incontrano.

Si riassumono brevemente le criticità affrontate:

  • Obbligo di indicare chiaramente il quesito diagnostico e la classe di priorità sia per il primo accesso che per quelli successivi. Da parte nostra viene rilevata una diffusa percezione che in molti casi questo non avvenga; come pure spesso manchi una adeguata informazione da parte del medico della effettiva urgenza. Viene riconosciuto che, pur essendo già previsto questo obbligo dalle delibere regionali, si registra un’alta percentuale (circa il 70%) di mancata indicazione. La Regione Toscana, sia pure con ritardo, sarà in condizione in tempi brevi di introdurre l’obbligo della ricetta elettronica dematerializzata, contando così di risolvere definitivamente questo problema.
  • Le prestazioni successive, se vi è una presa in carico, devono essere prescritte dallo specialista della struttura che ha in carico il paziente. Anche questo non sempre avviene perché il professionista rimanda la prescrizione al MMG/PLS e/o per il fenomeno delle liste chiuse.
  • La Regione opportunamente ha già previsto l’istituzione di due agende elettroniche distinte in due tipologie (agenda di primo contatto o primo accesso e agenda di presa in carico) che consentano la prenotazione secondo il criterio di scorrimento temporale senza soluzione di continuità.  Crediamo che la piena attuazione di tale previsione, oltre che a rispondere a criteri di efficienza ed efficacia, rappresenti un grande passo in avanti anche in termini di trasparenza, di totale visibilità e possibilità di accesso, di equità.  Ciò implica una gestione unica da parte del sistema CUP e quindi  una relazione stretta fra strutture pubbliche e private accreditate nonché tra attività istituzionale e libera professione. Nello stesso tempo richiede una riorganizzazione e innovazione del sistema informativo sanitario regionale in atto e che dovrebbe consentire già dal mese di aprile di avviare a soluzioni diverse criticità che ancora permangono e offrire nuove e trasparenti modalità di accesso, tra cui la possibilità da aprile, nelle zone dov’è attivo il cup 2.0, di accesso diretto tramite computer per prenotare esami e visite. E’ stato, comunque, comunicato che si prevede di andare regime con questa operazione possibilmente entro l’anno.  Il dr. Belardinelli ci ha fatto, inoltre, una illustrazione abbastanza dettagliata di queste novità riguardanti per altro anche il fascicolo sanitario che riteniamo sarebbe opportuno portare  a conoscenza di tutto il Consiglio.
  • Ambiti di garanzia dei tempi massimi: Si avverte un miglioramento della situazione per quanto riguarda le prestazioni considerate urgenti, grazie anche alle iniziative e sperimentazioni messe in atto anche in questi ultimi tempi; permangono criticità per le altre, anche tenendo conto che per le prestazioni specialistiche di base l’offerta dovrebbe essere determinata a livello di zona.
  • Liste chiuse Da parte nostra viene denunciato il persistere del fenomeno, che riteniamo ancora nemmeno monitorato, ma non assolutamente episodico. Da parte dei rappresentanti regionali si riconosce che ad oggi il sistema di monitoraggio non consente la registrazione di questa casistica e che questa risposta sia non conforme alle disposizioni normative e che vada assolutamente superata comunque con un atteggiamento proattivo. Si concorda quindi sull’esigenza di prevedere modalità di approccio che includano l’informazione sulla possibilità di segnalazione e intervento tramite l’apposito numero verde già istituito o , preferibilmente, la presa in carico diretta del problema.
  • Presa in carico: Non si è avuto modo di affrontare in maniera approfondita il problema, anche se si è condivisa l’affermazione di un atteggiamento proattivo e collaborativo in particolare dei MMG/PLS e delle strutture/punti istituzionali dedicati allo scopo (CUP, punto servizi nei Cord per la gestione del follow up oncologico, numero verde regionale 800556060 per la gestione di criticità, quali le prenotazioni oltre i tempi di garanzia previsti, le liste chiuse….). Queste esperienze ci potrebbero suggerire di prevedere modalità analoghe per altre patologie dove esistono dei PDTA o comunque presentano caratteri di cronicità o di pazienti fragili sotto l’aspetto sociosanitario.
  • Non si è approfondito il tema delle difficoltà connesse alla carenza di risorse umane e di attrezzature. Da questo punto di vista il piano nazionale prevede un generico monitoraggio dei bisogni, ma senza alcuna previsione di carattere finanziario. Se si guarda oltre l’emergenza questo problema non può essere eluso.
  • Recall: Al fine di ridurre sostanzialmente il fenomeno delle prenotazioni non disdette è stato chiesto di potenziare la comunicazione su questo obbligo anche attraverso sistemi recall già sperimentati con esiti molto positivi.
  • Liste attesa interventi chirurgici: non si è potuto approfondire questo problema, sicuramente da riprendere.
  • Il piano nazionale prevede un dettagliato programma di monitoraggio. Non c’è dubbio che l’esperienza toscana stessa ci suggerisce l’opportunità di potenziare ed estendere quest’ attività ai fini soprattutto di rendere sempre piu’ noti e trasparenti i risultati raggiunti e piu’ efficace la programmazione e l’organizzazione. Recentemente è stato istituito con Delibera regionale “ l’ Osservatorio regionale per i tempi di attesa” che prevede la partecipazione di tre cittadini designati dal Consiglio dei cittadini per la salute.
  • Coinvolgimento e partecipazione dei cittadini. Il piano nazionale richiama e prevede in piu’ punti il tema del coinvolgimento e partecipazione delle Associazioni di tutela e di patologia alle diverse attività previste nel piano stesso, non solo in termini di monitoraggio dell’attività e dei risultati raggiunti , ma di registrazione dei bisogni e di informazione e comunicazione. Ciò rafforza ulteriormente quanto già ci proponiamo con il nostro sistema di partecipazione. E’ stato da questo punto di vista già concordato un coinvolgimento ancora piu’ stretto nella redazione del nuovo piano regionale e una valorizzazione formale e riconosciuta del nostro contributo. Come pure dovremo rilanciare con i componenti del Consiglio Regionale dei cittadini e i comitati di partecipazione un ruolo e un pieno coinvolgimento delle strutture partecipative ai vari livelli per i piani attuativi e i relativi monitoraggi connessi.

Al momento dell’approvazione del Piano regionale, ritorneremo su questa importante tematica, probabilmente quella che più sta a cuore ai cittadini interessati al buon funzionamento del nostro sistema sanitario.

 

 

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