Sviluppo sostenibile: io riuso, riciclo e riduco

La sostenibilità è il processo di cambiamento nel quale lo sfruttamento delle risorse, il piano degli investimenti, l’orientamento dello sviluppo tecnologico e le modifiche istituzionali sono tutti in sintonia e valorizzano il potenziale attuale e futuro al fine di far fronte ai bisogni e alle aspirazioni dell’uomo. I consumi e gli stili di vita, se irrispettosi della sostenibilità, creano un impatto devastante sull’ambiente ma con regole semplici e piccoli gesti quotidiani tutti noi possiamo salvaguardare la Natura e rendere migliore la nostra Terra. Dovremo porre attenzione ad evitare l’uso della plastica preferendo prodotti riciclabili  e materiali naturali anche tra le mura domestiche, per evitare di produrre grandi quantità di rifiuti che poi dovranno essere smaltiti nelle discariche. Questo avviene negli inceneritori, ne esistono centinaia in Italia (nel 2016 ne hanno trattato trenta milioni di tonnellate e questo dato cresce vertiginosamente di anno in anno).  Non si tratta solamente di un danno economico ma anche di un forte impatto ambientale, infatti lo smaltimento dei rifiuti in discarica grava su acqua, terreno e aria per le sostanze nocive che vengono rilasciate nell’ambiente. il Comitato di Sviluppo Regionale del Parlamento Europeo ha emesso una circolare in cui si propone di tagliare i sussidi a tutte le modalità di gestione dei rifiuti considerate poco sostenibili come gli inceneritori; in questo modo gli sforzi economici potranno essere re-indirizzati verso delle applicazioni più uniformi a esigenze di economia circolare. Zero Waste Europe è un progetto che si occupa di guidare le persone ad emulare i cicli di sostenibilità naturale, dove ogni materiale di scarto può trasformarsi in una risorsa da usare per gli altri. Le aziende moderne si stanno adeguando a questo nuovo sistema di rispetto dell’ambiente, cercando di creare dei packaging leggeri – non inquinanti e che possano essere facilmente smaltiti e/o riciclati.

I cittadini possono invece mettere in atto accorgimenti cambiando il proprio stile di vita. Diventa imperativo  fare la raccolta differenziata, producendo meno rifiuti possibili, riciclare gli imballaggi ed  i materiali, fare attenzione allo spreco ed optare per tipologie di materiali riciclabili.

Le categorie più importanti di rifiuti sono: gli indifferenziati (che vanno in discarica), gli organici, la carta e il cartone, la plastica e il vetro. I medicinali, scaduti e non, sono rifiuti altamente pericolosi insieme ai vestiti, elettrodomestici e prodotti ingombranti,  per questi ci sono dei contenitori preposti al loro smaltimento. Pannolini e assorbenti, con il loro contenuto di plastica e polpa di legno messi insieme con un processo chimico industriale, impiegano ben cinquecento anni per degradarsi completamente ma esistono aziende preposte al loro smaltimento.

Sono rimasti veramente pochi i Paesi che non gestiscono una raccolta rifiuti differenziata, questo riduce lo smaltimento in discarica, elimina tutti i prodotti con un potenziale impatto elevato sull’ambiente, abbatte i costi e contribuisce alla creazione di nuovi posti di lavoro in merito al settore del riciclo. Nell’ambito del Green Deal, il nuovo Piano di azione per l’economia circolare e la nuova Strategia industriale europea vanno nella comune direzione di accelerare la trasformazio­ne industriale nel segno della transizione ecologica con la riduzione dell’utilizzo delle risorse, la diminuzione della quantità di materiale usato nella realizzazione di un prodotto o nella fornitura di un servizio attraverso il design circolare, l’allungamento dell’utilizzo delle risorse, l’ottimizzazione dell’uso delle risorse e l’aumento della vita dei prodotti.  Sostituire i combustibili fossili e i materiali non rinnovabili con energie e materiali rinnovabili e con il riutilizzo delle risorse, effettuare il riciclo dei rifiuti e il reimpiego delle materie prime riporta alla recente risoluzione del Parlamento europeo che sottolinea che la transizione ad un’economia circolare è una delle condizioni necessarie per raggiungere entro il 2050 l’obiettivo emissioni nette zero di gas serra.

Il dossier pubblicato il 20 marzo da Fondazione Symbola e Comieco, dal titolo “L’economia circolare italiana per il Nexy Generation-Eu”  sottolinea che l’Italia è leader europeo nel recupero e riciclo dei rifiuti e nell’economia circolare,  con la più alta percentuale di riciclo sulla totalità dei rifiuti (79%). Nel riciclo industriale delle cosiddette frazioni riciclabili classiche (acciaio, alluminio, carta, vetro, plastica, legno, tessili), l’Italia è il Paese europeo con la maggiore capacità di riciclo anche in valore assoluto, superiore alla stessa Germania. Tre indicatori chiave restituiscono l’Italia come la più circolare tra i grandi paesi europei: il tasso di riciclo dei rifiuti; l’uso di materia seconda nell’economia; la produttività e il consumo pro-capite di risorse.

Cittadinanzattiva è impegnata nella promozione del progetto Generazione SpreK.O. il cui obiettivo generale è di diffondere e garantire modelli sostenibili di produzione e consumo. Generazione SpreK.O. ha una missione: incentivare il consumo responsabile, il riciclo e il riuso. Tutti possiamo farne parte lavorando giorno per giorno ai piccoli gesti che fanno la differenza.

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *